Conservazione

Si esprime con finezza già pochi mesi dopo l’imbottigliamento, quando si può apprezzarne la
freschezza e la fragrante giovinezza.

Per la sua costituzione è però un vino
capace di invecchiare a lungo (10-12 anni e anche più), quindi si può progettare di conservarlo in cantine idonee per diversi anni facendolo diventare un’autentica e particolare riserva privata.

Indicazioni di servizio

E’ vino indicato su molte pietanze che varia nell’abbinamento a seconda della propria maturità.
Privilegia, principalmente primi piatti asciutti con sapori complessi, piccanti, saporiti
e ricchi
, e carni sia bianche che di piuma.

Temperatura di servizio:

15°- 16°C in giovinezza
18°- 20°C dopo i 3 anni

Colore: rosso rubino di buona intensità con qualche riflesso purpureo, vivace e brillante.

Profumo: elegante e variegato con intensi ricordi di mora, ribes nero e lampone. Infine evidenti note pepate e un poco di spezie.

Gusto: apre con ampia vinosità e morbidezza. E’ però un vino di grande razza e ottimo corpo che unisce alla freschezza immediata una complessità di caratteri che gli assicurano una notevole longevità. L’impressione tannica è bene equilibrata. Scorre felicemente in bocca e ritorna con una buona consistenza.
Alcool: 12,30 - 12,80% Vol.
Acidità totale: 5,10 - 5,40 g/l
pH:

3,5 - 3,75

Estratto secco:

27 - 32 g/l

Temperatura di servizio:

15°-16°C
in giovinezza

l8°-20°C
dopo i 3 anni

Secondo abitudini in uso già in antico in Valtellina (come conferma anche G.F. Massara in un testo del 1834) l’uva assolutamente sana ed intera viene messa in tino con un poco di mosto in fermentazione. Solo dopo alcuni giorni (6-10) viene schiacciata delicatamente a mezzo di di un piatto follatore, ripetendo la stessa intensità di quando si pigiava manualmente o con i piedi. Le temperature della fermentazione con uva intera e della successiva fermentazione tumultuosa, sono costantemente controllate e regolate per raffreddamento e riscaldamento del mosto. Dopo lo schiacciamento inizia la vera e propria fermentazione tumultuosa con ripetute immersioni della
vinaccia a mezzo di follature. A fermentazione ultimata, segue una macerazione finale a caldo e poi la svinatura. La prima conservazione del vino è in tini di acciaio inox dove si completa la fermentazione malolattica.

Seguono ripetuti
travasi di illimpidimento, rigorosamente effettuati in calo di luna. Nell’ultimo quarto di luna del mese di Marzo il vino passa per una parte in botti di rovere da 25 e 50 Hl e per l’altra parte in carati (doppie barriques) da 450 litri, dove affina fino ad Agosto/Settembre successivi. In questo periodo viene imbottigliato ed inizia la propria evoluzione nella bottiglia dove migliorerà per molti anni.
Ottenuto dopo attenta e approfondita cernita di uve “Nebbiolo” (varietà Chiavennasca) raccolta nelle vigne ubicate nelle località Balzarro (Comune di Castione), Trippi (Comune di Montagna-Grumello) e Baruffini (Comune di Tirano).

Per il particolare tipo di vinificazione di questo vino, le uve devono essere rigorosamente sane.
Tutte le uve provengono da
vigneti a DOCG della zona “Valtellina Superiore”.
Solo il metodo di vinificazione e il minor invecchiamento costringono a presentare questo vino come “Terrazze Retiche di Sondrio” I.G.T.
Partendo da una severa selezione di uve Nebbiolo, si ottiene un vino molto fruttato, fragrante e ricco di aromi.

Il suo bouquet è il risultato di una vinificazione di uve integre e perfettamente sane, unite ad altre lievemente ammostate, secondo un'antica tradizione valtellinese, riportata in un noto testo del 1834 di G.F. Massara.


Vino prodotto solo nelle migliori annate, viene affinato per sei mesi in tonneaux di rovere e si può apprezzare molto giovane a partire dall'autunno successivo alla vendemmia.

Per le sue prerogative è un vino che si presta anche ad un lungo invecchiamento in bottiglia.