Conservazione

Esprime il meglio delle proprie qualità dopo almeno
6 mesi di bottiglia e migliora la finezza dei suoi caratteri per circa 2 anni.

Indicazioni di servizio

Le prerogative maggiori di questo vino sono la
finezza e l'eleganza.Perciò predilige abbinamenti con vivande dal sapore netto, forte e saporito, quali: i salumi, gli affumicati, il fegato ed anche formaggi grassi piccanti.

Temperatura di servizio: 10°-12°C

Colore: giallo paglierino con lievi riflessi dorati. Vivace e brillante.

Profumo: inizia con ricordi di frutti esotici, di banana mista a vaniglia e poi compaiono nitide delle note aromatiche con impressioni leggermente balsamiche e vegetali, anche di frutta secca tostata e di miele di acacia.

Gusto: secco, di buona morbidezza, elegante e discreto. Si confermano le sensazioni aromatiche percepite all'olfatto e con maggiore insistenza lievi note tostate che caratterizzano il vino.

 

Alcool: 12,0 - 12,5% vol.
Acidità totale: 5,60 - 6,20 gr/l
pH:

3,25 - 3,40

Temperatura di servizio: 10°-12°C
Le uve sono schiacciate molto sofficemente e il mosto resta a contatto con le bucce per circa 8/10 ore per avere una prima estrazione aromatica.

Dopo che le bucce sono state separate, il mosto è mantenuto freddo (5°-8°C) per 2 - 3 giorni per avere la possibilità di dividere il limpido dalle parti solide e pesanti (debourbage).

Successivamente la temperatura del mosto viene portata a 16°-18°C e così mantenuta per tutta la fermentazione alcolica.
Circa l’80% del mosto viene fermentato in tini di acciaio inox, mentre il restante 20% fermenta in barriques di rovere bianca americana, nuove.

Il vino resta costantemente sui lieviti della propria fermentazione fino a
Febbraio/Marzo successivi alla vendemmia e solo dopo questa epoca viene travasato per illimpidirlo.

Successivamente le due frazioni provenienti da barriques e acciaio-inox vengono assemblate per la messa in bottiglia.
E' un vino bianco ottenuto da uve autoctone a buccia rosa come la “Pignola” e “Rossola” che, in Valtellina, risultano storicamente anteriori al “Nebbiolo Chiavennasca”.

Vengono fatte raccogliere separatamente, in anticipo sulla rimanente raccolta.
Il vino non si fregia della DOC, pur provenendo da uve raccolte in vigneti a DOC e DOCG, poiché la vinificazione in bianco di queste particolari uve della Valtellina non è prevista dal disciplinare di produzione.

Si presenta con la denominazione
“Terrazze Retiche di Sondrio”.
In alcuni vigneti della Valtellina, sono presenti uve autoctone a buccia rosa, come la Rossola e la Pignola, assai apprezzate per la loro particolare finezza di aromi.

Raccolte al giusto grado di maturazione e vinificate in bianco, danno un vino ampio con profumi floreali e fruttati.

Le uve vengono schiacciate molto sofficemente, mantenendo il mosto a contatto con le bucce per alcune ore.

Esso viene poi lasciato affinare a lungo sui propri lieviti, mentre una parte fermenta direttamente in barriques.

Prima di imbottigliarlo viene assemblato per intensificare l’armonia e la pienezza del gusto.

È un vino caratterizzato da una delicata aromaticità e si può apprezzare sia in giovinezza che dopo 2-3 anni di affinamento in bottiglia.