Conservazione

E’ al meglio della propria qualità
dopo un anno di bottiglia. Può crescere ancora per altri 3-4 anni e per i cultori delle ricercatezze enologiche sarà affascinante scoprire le qualità di questo vino e apprezzarne il prepotente carattere che lo classifica quale “vino bianco capace di invecchiare e migliorare nel tempo”.

Indicazioni di servizio

E’ prevalentemente un vino da accompagnare ai cibi. Si consigliano gli abbinamenti con
vivande dal sapore netto, forte o appena amaro, quali: i salumi, gli affumicati, il fegato ed anche formaggi grassi.

Temperatura di servizio: 12°-14°C

Colore: giallo paglierino intenso tendente al dorato, con riflessi verdolini, di media intensità.

Profumo: all’inizio ci sono sensazioni di vaniglia e lieve liquirizia. Poi compaiono nitide note aromatiche con fondo speziato e leggermente balsamico, accompagnate da mandorla secca tostata, frutta esotica e banana.

Gusto: secco, di grande morbidezza ed armonia, di buon corpo e struttura. Si confermano le sensazioni aromatiche percepite all’olfatto ed evidenti note speziate di liquirizia e lieve di ginepro. Fruttato, ampio e persistente.

Alcool: 12,5 – 12,7% vol.
Acidità totale: 5,40 – 5,90 gr/l
pH:

3,30 – 3,45

Temperatura di servizio: 12°-14°C
Subito dopo la spremitura il mosto viene portato in carati (barriques) di rovere nuova.

Lentamente inizia la fermentazione che prosegue a lungo. Il vino resta sempre a contatto con il lievito che lo ha originato.

Tutte le settimane, per 8 mesi, dalla vendemmia a settembre dell’anno dopo, il vino è rimossso dentro le barriques sino a che il lievito ritorna in sospensione (batonage).
Alla fine, dopo un breve periodo di riposo (3 settimane), il vino limpido è separato per travaso e subito imbottigliato.

L’affinamento in bottiglia si prolunga per 6 mesi direttamente presso la nostra azienda.

Ne deriva un vino bianco nel quale sono coniugate la
carica fruttata-aromatica originale con forti sensazioni tostate e speziate.
E' un bianco ottenuto da uve autoctone a buccia rossa “Pignola” e “Rossola” che, in Valtellina, risultano storicamente anteriori al “Nebbiolo”.

Queste uve vengono raccolte separatamente, in lieve anticipo sulla rimanente vendemmia, per preservare la maggior parte dei profumi primari dell’uva, legati alla presenza dell’acido malico.
Il vino non si fregia della DOC, pur provenendo da uve raccolte in vigneti a DOC e DOCG, poiché la vinificazione in bianco di queste particolari uve della Valtellina non è prevista dal disciplinare di produzione.

Si presenta con la denominazione
“Terrazze Retiche di Sondrio”.
Si ottiene da uve Rossola e Pignola, antichi vitigni autoctononi della Valtellina. Dopo spremitura soffice, il mosto passa in barriques nuove di rovere francese, dove inizia e completa la fermentazione.

Successivamente il vino continua il contatto con il lievito che lo ha originato attraverso regolari operazioni di “batonage”.

Trascorsi 8 mesi dalla vendemmia il vino, ormai limpido, viene messo in bottiglia per un ulteriore affinamento di 12 mesi.

Ne risulta un vino bianco nel quale si coniuga alla carica fruttata - aromatica originale una delicata sensazione speziata.

Conseguentemente questo vino bianco possiede ca­ ratteristiche tali da assicuragli una notevole longevità e capacità di crescita in bottiglia.